Project Description

Ettore Tito (att.to)
(Castellammare di Stabia 1859 – Venezia 1941)

Naiade o Ondina

Puntasecca
misure: mm 243 x 167

Pittore, illustratore, musicista e scultore italiano. La sua formazione ebbe inizio quando, trasferitosi a Venezia città d’origine della madre, si iscrive ai corsi dell’Accademia di Belle Arti dove si diploma brillantemente nel 1876 grazie alle sue doti di disegnatore. Ne diventerà più tardi, 1895, titolare della cattedra di disegno di figura e diresse con successo anche la Scuola libera del nudo frequentata da allievi quali Amedeo Modigliani e Umberto Boccioni. Espose fin da giovane a Milano, Venezia ma anche Berlino, Monaco e Parigi. Visse qualche anno a Londra, apprezzato pittore, vi lavorò come illustratore. La sua pittura immediata e piacevole tratta temi come le donne, i paesaggi e le scene di vita dal vero allora in gran voga, fu ben presto molto apprezzata sia in Italia che all’estero. Espose, per esempio, alla Prima Biennale di Venezia (1895) raccogliendo ulteriore notorietà e possibilità di frequentare artisti e collezionisti internazionali. nel 1900 venne invitato alla Esposizione Universale di Parigi vincendo una medaglia d’oro. Da quel momento la sua pittura risente del simbolismo europeo e dell’influsso dei Tiepolo. Premiato dal pubblico di collezionisti e dalla critica venne nominato Accademico d’Italia nel 1929 e riuscì nell’impresa di affrescare la Chiesa degli Scalzi a Venezia gravemente danneggiata dalla Prima Guerra Mondiale confrontandosi con il perduto affresco di Tiepolo.

In questa stampa l’attenzione dello spettatore è catturata dallo sguardo magnetico di una donna. Viene rappresentato soprattutto il suo volto; lunghi capelli sciolti scendono mossi sulla destra, occhi grandi e profondi bucano il foglio e le labbra sono costrette in un sorriso forzato, quasi una smorfia, un ringhio o un grido soffocato. La donna, vista di profilo, sembra girarsi all’improvviso per dialogare con lo spettatore. Due mani, una ben descritta, l’altra nascosta appena accennata sono posizionate ad altezza del petto e sembrano afferrare la carne, i vestiti, coprire i seni. La figura, dai lineamenti eleganti, ha un che di selvaggio, farebbe pensare ad una strega, a un soggetto legato a qualche leggenda nordica, è da porre in relazione con il periodo simbolista di Tito in cui raffigura gruppi di Naiadi e di Ondine che danzano sopra la superficie del mare. La velatura argentea lasciata sullo sfondo denota un abile uso dell’inchiostratura, i pochi segni ben pesati dimostrano la mano di un artista consapevole del linguaggio incisorio. Lo spazio è trattato per campiture contrapposte. Si intuisce l’idea di quel cromatismo spinto, fatto di azzurri profondi, ori, rossi mattone che ritroviamo nei dipinti. L’esemplare è inedito. Al verso a matita è riportato il nome di Ettore Tito e, considerando la nota attività di Tito come illustratore, la raffinata e poliedrica attività, la pertinenza di soggetto, la provenienza del foglio da antica raccolta veneziana (conservato con fogli di Cahine, Brugnoli, Fortuny…) si proporne di accogliere l’antica attribuzione.

Impressione eccellente. Ottimo stato di conservazione. Ampi margini oltre la battuta del rame.

Bibliografia. Alessandro Bettagno, Archivi della pittura veneziana. Ettore Tito (1859 – 1941), Fondazione Cini, 1998.

Prezzo: € 450,00