Project Description

Giovanni Battista Tiepolo
(Venezia 1696 – Madrid 1770)

Vari Capricci, 1785

Acquaforte
misure: mm 135 x 174; foglio mm 221 x 300

Pittore, frescante e incisore, uno dei massimi artisti del Settecento veneziano. Ultimo di nove fratelli inizia lo studio delle arti presso Gregorio Lazzarini (Venezia 1655 – Villabona Veronese 1730) dal quale trae ispirazioni per le composizioni grandiose e teatrali. Successivamente il suo sguardo si posa sulle opere di Giovanni Battista Piazzetta (Venezia 1683 – Venezia 1754) ma oltre agli artisti contemporanei si interessa anche ai maestri veneti cinquecenteschi come Tintoretto e Paolo Veronese. Sposa Cecilia Guardi, sorella del notissimo pittore Francesco Guardi, dalla quale ebbe nove figli far i quali Giandomenico e Lorenzo, pittori e incisori di indiscusso talento. Le sue doti artistiche fanno si che i diversi stili approfonditi, visti e studiati vengano a tradursi in un linguaggio sensibile e in una stesura rapida. Tiepolo sviluppa un proprio linguaggio tipicamente Roccocò servendosi della luce e del rapporto di essa con le forme e il colore, affronta soggetti sia sacri che profani e il suo lavoro viene riconosciuto, apprezzato e richiesto in tutta l’Europa.

Durante gli anni ’30 del Settecento inizia a produrre incisioni e la sua prima serie sono i Vari Capricci. In questi dieci fogli sono rappresentate composizioni con cavalli, cavalieri, soldati e fanciulli in paesaggi rurali. In altri fogli viene evocato il mondo antico con obelischi, urne e lapidi. Serie completa ed omogenea di 10 acqueforti e frontespizio di gusto neoclassico inciso da altra mano e datato 1785 con dedica a Girolamo Manfrin (Zara 1742 –  Venezia 1801). Il segno rapido e incisivo crea profondi contrasti, la luce cangiante invade il foglio, i neri si fanno lucenti. Risale alla fine del 1741 la prima edizione dei I Capricci inseriti da Anton Maria Zanetti (Venezia 1706 – Venezia 1778) nel secondo volume della sua Raccolta di chiaroscuri. Il frontespizio con dedica a Manfrin viene aggiunto nell’edizione postuma risalente al 1785. All’inizio dell’Ottocento, infine, i rami vengono acquisiti dai Remondini e nel 1803, 1817 e 1842 compaiono nel loro Catalogo. Esemplari n 45, 48 sono nel II/II dopo l’aggiunta della firma e di alcuni ritocchi; gli altri fogli nell’unico stato noto. Si tenga presente che per le tavole i cui esistono due stati, il I stato è noto in un unico esemplare. I rami sono oggi perduti.

Buone impressioni ben contrastate. Ottimo stato di conservazione, fogli intonsi con ancora i due fori della legatura. Ampi margini oltre la battuta del rame. La sola tavola del frontespizio, più piccola di dimensioni, è rifilata alla battuta e applicata a carta del formato dei restanti, qualche macchia.

Filigrana: lettera R, presente nella carta prodotta dalla ditta dei Remondini. Un frammento di questa filigrana è presente su tre fogli.

Bibliografia: De Vesme, 3-10; Rizzi 1970, 28-37; Rizzi 1971, 29-38; Succi, Giambattista Tiepolo, il segno e l’enigma, p 111-122, n 41-50; Succi, La Serenissima nello specchio di rame, Cecchetto 2013, nn 44bis-54.

Prezzo: € 12000,00