Project Description

Giovanni Battista Vanni
(Firenze 1599 – Pistoia 1660)

Le Nozze di Cana, 1637

Acquaforte
misure: mm 533 x 687

Pittore e incisore italiano. Figlio di un importante orefice fiorentino mostrò fin da subito la sua inclinazione per il disegno e il suo interesse costante per diversi generi pittorici e le varie scuole che lo spinsero a girare l’Italia. Si formò giovanissimo con Aurelio Lomi (Pisa 1556 – Pisa 1624) pittore e anch’egli figlio di orefice, per poi passare nella bottega di Jacopo da Empoli (Firenze 1551 – Firenze 1640). Nel 1618 si iscrisse all’Accademia delle Arti e del Disegno e, secondo il Baldinucci, si trovava già a quella data presso la bottega di Cristofano Allori (Firenze 1577 – Firenze 1621). Durante gli anni venti del Seicento si avvicina a Giulio Parigi (Firenze 1571 – Firenze 1635) matematico, scenografo e incisore italiano. Dal 1624 Vanni soggiornò diverse volte a Roma accolto dal Monsignore Lorenzo Corsi (1601 – 1656) che gli offrì la sua protezione e gli commissionò diversi dipinti oltre a farlo entrare nelle grazie di cardinali come Francesco Barberini. Nel 1626 si recò a Parma per studiare l’arte di Correggio e da questa esperienza realizzò una serie di Incisioni delle pitture di Antonio Allegri, 1642, dagli affreschi della cupola di San Giovanni Evangelista. A partire dagli anni Trenta soggiorna a Venezia spinto dall’interesse, questa volta, per gli artisti veneti e in particolar modo Veronese dal quale trarrà ispirazione per l’incisione raffigurante le Nozze di Cana.

Questa incisione rappresenta il grande dipinto commissionato al Veronese per il refettorio del Convento palladiano dei Benedettini di San Giorgio Maggiore a Venezia fra il 6 giugno 1562 e il 1563. Trafugato da Napoleone oggi il dipinto è conservato al Louvre. Al suo posto dal 2007 si trova una fedele riproduzione eseguita con moderne tecniche digitali. L’incisone, eseguita su due fogli uniti tra loro in orizzontale, riproduce tutti i dettagli del dipinto. Delicati contrasti chiaroscurali creano una atmosfera grigio argentea che conferisce solennità alla sacra composizione, concitata e satura di personaggi. Il dipinto è chiuso da una linea di contorno. Esemplare con la dedica dell’autore nel margine inferiore a Ferdinando II duca di Toscana. Firma, data 23 dicembre 1637, dedica ed editore “Gio. Iacomo Rossi le Stampe in Roma alla Pace”.

Impressione eccellente, neri delicati, esemplare controfondato. Ottimo stato di conservazione, eccetto qualche macchia che non disturba la lettura dell’opera. Rifilata lungo la linea di battuta sempre visibile.

Filigrana: giglio nel cerchio.

Bibliografia: TIB 44, n17 (118)

Prezzo: € 800,00