Project Description

Paolo Troubetzkoy
(Intra 1866 – Pallanza 1938)

Ritratto di Giovanni Torelli, 1896

Grafite su carta
misure: mm 236 × 134

Il Principe Paolo Troubetzkoy nasce a Intra, vicino al Lago Maggiore. Il padre, Pierre Troubetzkoy, era un diplomatico russo; la madre Ada Winans una pianista. Frequenta per un breve periodo gli studi degli scapigliati Giuseppe Grandi ed Ernesto Bazzaro ma è considerato un autodidatta. La sua agiata condizione economica gli permette di lavorare in piena libertà, senza il bisogno di legarsi a galleristi o procacciarsi commissioni, potendo così sviluppare uno stile del tutto personale. Frequentando l’aristocrazia internazionale e trae modelli per virtuosistiche prove plastiche. Si stabilisce per lunghi periodi Negli Stati Uniti, in Italia, a Parigi e in Russia dove assume la cattedra di Scultura all’Imperiale Accademia di Belle Arti ed esegue il Monumento ad Alessandro III per la città di Sanpietroburgo. In Italia realizza il bel monumento ai caduti di Verbania-Pallanza, esegue ritratti di importanti personaggi dell’epoca (per esempio quello di Giovanni Segantini) e si dedica ad una scultura più intimista popolata di bambini e animali domestici.

Il disegno raffigura il collezionista-mercante Giovanni Torelli. Facoltoso imprenditore lombardo, fu appassionato e raffinato collezionista dedicandosi anche al commercio di opere d’arte contemporanea. Fu amico di molti artisti: Paolo Troubetzkoy appunto, Giovanni Segantini, Daniele Ranzoni, Tranquillo Cremona, Antonio Mancini e del gallerista Vittore Grubicy. Condivideva inoltre una grande amicizia, fondata sulla passione collezionistica, con Giuseppe Ricci Oddi. Il ritratto, eseguito con grande velocità e maestria di segno, è da mettersi in relazione con il busto in bronzo raffigurante Torelli oggi custodito presso la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza. Il disegno è con ogni probabilità uno studio dal vivo con cui l’artista, appena ventenne, volle “inquadrare” le fattezze del collezionista, prima di passare alla realizzazione della scultura. In basso a matita: “31-7-96 – Fatto da Paolo Troubetzkoy / Scultore”. La scritta potrebbe essere stata apposta per mano dello stesso Torelli. La presenza della data inoltre permetterebbe di ipotizzare l’anno in cui fu realizzato il bronzo.

Opera in ottimo stato di conservazione, il segno della grafite è ben visibile anche negli sfumati più leggeri, rivela i giochi di chiaroscuro che si trovano sulle superfici delle più ispirate sculture scapigliate.

VENDUTO