Project Description

Jan Saenredam
(Zaandam, 1565 – Assendelft, 1607)

Il matto, 1595

Bulino
misure: mm 248 x 173

Pittore, incisore e cartografo olandese. Orfano, non potè dedicarsi da subito al disegno in cui dimostrava doti evidenti. Dopo una prima esperienza come stampatore di mappe, entrò nel 1589 nella bottega di Hendrick Goltzius (Muhlbracht 1558 – Haarlem, 1617) lavorando saltuariamente anche per Jacques de Gheyn II.

L’opera, tratta da un’invenzione di Goltzius, ci mostra un giullare dal sorriso beffardo, i capelli ricci e disordinati e il tipico copricapo con sonagli. Con l’indice sinistro indica un bastone cerimoniale da buffone (Marotte, in francese), che regge nella destra, sormontato da una testa grottesca che fa la linguaccia. Alle sue spalle un castello con una figura sotto un arco d’ingresso e due figure avvolte in lunghi mantelli scuri ce si allontanano sulla destra. In basso a sinistra inciso: HG. Inuent. A destra: I. Sanredam Sculp. Sotto il soggetto sono incisi due versi in tre lingue (olandese, tedesco e francese): De se fou que tu vois la figure est bien sote/cependant comme lui chacun a sa Maroto. L’espressione “ciascuno ha la sua marotte” significherebbe che “ciascuno ha la sua fissazione” cioè che in fondo, per quanto una persona possa apparire sciocca, ogni essere umano ha le sue follie. Esemplare nel III/III stato, con l’iscrizione in tre lingue.

Ottima impressione fresca e ricca di contrasto su carta vergellata priva di filigrana. Esemplare rifilato appena all’interno del segno della battuta. Ottimo stato di conservazione.

Bibliografia: New Hollstein 728-3; Bartsch III.251.103

VENDUTO  (qoz.0170726)