Project Description
Telemaco Signorini
(Firenze 1835 – Firenze 1901)
Via degli Speziali in inverno, 1886
Acquaforte
misure: mm 367 x 238
Pittore, incisore, poeta e scrittore, fin da giovanissimo affiancò il padre Giovanni Signorini modesto ma stimato pittore al servizio del Granduca di Toscana Leopoldo II. All’età di 17 anni, nel 1852, si inscrisse all’Accademia di Belle Arti di Firenze. La vita accademica e il clima rigido dei maestri contrastavano però col suo animo ribelle, cospiratore mazziniano e volontario nella II Guerra di Indipendenza, nel 1856 decise di lasciare l’Accademia per dedicarsi alla pittura “en plain-air” con i colleghi Odoardo Borrani (Pisa 1833 – Firenze 1905) e Vincenzo Cabianca (Verona 1827 – Roma 1902). Frequenta il Caffè Michelangiolo e viaggia a Venezia, in Emilia Romagna, in Lombardia fino in Scozia. Con Cabianca a La Spezia, i paesaggi liguri segnano una svolta nella sua pittura che si arricchisce di contrasti chiaroscurali e di un uso consapevole della macchia come elemento principale del linguaggio figurativo. Nel 1861 a Parigi stringe amicizia con gli artisti della Scuola di Barbizon. Tornato in Italia, nel 1862 si lega a Diego Martelli (Firenze 1839 – Firenze 1896) importante critico d’arte con il quale fonda il Gazzettino delle arti del disegno (1867) e il Giornale artistico (1873) e per il quale illustra Primi Passi e Fornicazioni di Fra Mazzapicchio. E’ considerato uno dei principali esponenti del gruppo dei Macchiaioli. A partite del 1871 si avvicina alla tecnica dell’incisione illustrando libri di scienze, poi quelli dell’amico Martelli, incide acqueforti isolate (Primavera e Novembre, pubblicate su L’Arte in Italia) e l’importante serie di 11 soggetti dedicati al Mercato Vecchio di Firenze.
Questa acquaforte fa parte della serie di undici incisioni dedicate al Mercato Vecchio. I soggetti, ispirati a dipinti e schizzi realizzati dal 1881-1882, rappresentano le più appariscenti e complesse composizioni dell’autore. Secondo Migliavacca il soggetto deriva, nello stesso verso, da un dipinto in collezione privata. Il Mercato Vecchio venne demolito tra il 1885 e il 1896 e l’opera di Signorini costituisce, oggi, un’interessante testimonianza delle vie oggi scomparse. Monogramma TS inciso in basso a sinistra. In basso oltre l’immagine firma autografa a matita: TSignorini. Stato unico, tiratura coeva. Si conosce una seconda edizione, di soli dieci lastre, eseguita nel 1967 in 100 esemplari da Gonnelli Editore e firmata dal nipote Enrico Signorini. Le lastre sono in deposito presso la Galleria d’Arte Moderna a Firenze. Il segno fitto e corto che si alterna a un segno lungo e profondo, l’uso di differenti morsure e l’intervento a monotipo sulla velatura di fondo rendono esattamente l’atmosfera plumbea dell’inverno e l’effetto delle superfici bagnate dalla pioggia. Timbro a secco, in basso a destra, della Libreria Prandi con al verso il numero 59 a matita. Il foglio proviene da collezione privata padovana.
Impressione eccellente, fresca e ben contrastata su carta avorio compatta. Ottimo stato di conservazione. Ampi margini oltre la battuta. Numero 5 stampato in alto nell’angolo destro del foglio.
Bibliografia: S. Migliavacca, Telemaco Signorini. Primi contributi per un catalogo dell’opera incisa e litografica, in Grafica d’Arte, XXXVI, 1998, 60; D. Pieragostini in Grafica d’Arte, XXXIX, 1999, p 44; P Beccaria in Grafica d’Arte XLVI, 2001, p 47.
Prezzo: € 2300,00
