Project Description

Charles Émile Jacque
(Parigi 1813 –  1894)

Testa di monaco in preghiera, 1845

Acquaforte
misure: mm 125 x 115

Pittore e incisore francese. Inizia il suo apprendistato di incisore presso un editore di mappe, interrotto per il servizio militare, torna ad interessarsi all’arte da autodidatta. Nel 1838 è a Londra, dove realizza incisioni su legno e illustra libri e riviste inglesi. Nel 1845 si trova a Barbizon con il suo amico, il noto pittore Francois Millet, è uno dei fondatori della cosiddetta Scuola di Barbizon. La cifra dei pittori barbizonnieres è il ritorno al Realismo visibile nelle loro opere pittoriche, predilige infatti soggetti campestri, di animali e le scene di vita comune. La fama di Jacque è legata anche alle acqueforti, inizialmente di riproduzione e poi di invenzione. Il suo talento venne presto riconosciuto dall’editore parigino Auguste Delatre che apprezzava la schiettezza e la libertà del suo segno che ricorda gli antichi maestri. Il famoso collezionista Henri Beraldi, studioso della materia, riconosce due periodi della sua ricca produzione di incisioni: un primo periodo di piccoli soggetti di ispirazione “olandese” e un secondo di lastre di maggiore formato con paesaggi e soprattutto animali.

In questo foglio viene rappresentato, a mezzo busto colto di profilo sinistro, un monaco incappucciato. Entro una sorta di cornice il ritratto è costruito su un profondo contrasto chiaroscurale che rimanda ai grandi maestri del passato, Rembrandt fra tutti. L’artista pone un focus sulle mani giunte in preghiera e sulla barba canuta che spunta dal cappuccio. Lo sfondo dietro la testa è libero dall’intensità del tratto, mentre più in basso il saio si confonde con lo sfondo stesso, espedienti questi che danno solennità, mistero e sfruttano le potenzialità del dato luministico. Questa stampa fa parte di un gruppo ispirato al pittore spagnolo José de Ribera. Proprio il collezionista Beraldi nel 1885 ricorda “un gruppo di stampe commissionate a Jacque, c.1845/47 e firmate come Ribera, tuttavia sono pastiches piuttosto che copie dal  maestro” (Les Graveurs du dix-neuvième siècle”, vol. VIII, Parigi, p. 180). Esemplare nel III/III stato con linea di inquadramento, segni di ombreggiatura e il  numero 12 inciso in basso a sinistra.

Impressione eccellente dai neri intensi. Ottimo stato di conservazione, eccetto un piccolo strappo nel margine inferiore che non disturba la visione dell’opera. Minimi margini oltre la battuta, omogeneo ingiallimento della carta.

Bibliografia: J J Guiffrey, L’Oeuvre de Charles Jacque: catalogue de ses eaux-fortes et pointes sèches, Paris, 1866, n 54.II/II

VENDUTO