Project Description

Francesco Messina
(Linguaglossa 1905 – Milano 1995)

Studio di toro, 1978

Disegno a grafite
misure: mm 670 x 500

Nasce a Catania ma si trasferisce subito con la famiglia a Genova dove entra ancora ragazzino nella bottega di uno scultore per poi approfondire gli studi presso l’Accademia Ligustica. Nel 1922 partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia, ottenendo successivamente il Premio per la Scultura e una esposizione personale durante l’edizione del 1942. Nel 1934 vince il concorso per la Cattedra di Scultura all’Accademia di Brera, succedendo ad Adolfo Wildt. Dal ‘36 al ‘44 ricopre il ruolo di Direttore di tutte le scuole dell’Accademia milanese. Nel corso degli anni ‘30 partecipa a diverse mostre in Italia, ma numerosissime sono anche le esposizioni in Europa e nel resto del mondo: Barcellona, Berlino, Monaco di Baviera, Zurigo, Buenos Aires e San Paolo del Brasile per citarne alcune. Nel 1949 espone negli Stati Uniti in una collettiva insieme a Marino Marini e Picasso.

Messina si cimenta con successo in tutti i campi della scultura. Abilissimo ritrattista, esegue numerosi busti tra cui quello di giacomo Puccini per il Teatro della Scala. La sua produzione include anche degli apprezzatissimi studi di nudo, con un particolare interesse per l’anatomia di atleti e ballerine, che Messina plasma riuscendo pienamente a catturare le caratteristiche intrinseche di tali modelli, ne è un esempio lampante il Pugilatore della Gam di Torino del 1929. Infine la statuaria monumentale, che accompagnerà l’autore per tutto l’arco della sua vita. Ricordiamo la statua di Pio XII per la Basilica di San Pietro a Roma (1963), il monumento a Pio XI nel Duomo di Milano (1968) e il famigerato Cavallo Morente per il Palazzo della RAI a Roma (1966).

Nel 1969 il Comune di Milano gli assegna la chiesa sconsacrata di San Sisto da utilizzare come studio. L’edificio nel 1976 viene da Messina trasformato in museo contenente molte delle sue opere e donato alla città.

L’energico disegno rappresenta un toro rivolto verso destra in una posa plastica che mette in risalto la nobiltà dell’animale. Il chiaroscuro, modulato con un forte impatto volumetrico, ne scandisce la potente anatomia. Tra gli innumerevoli soggetti trattati dallo scultore gli animali hanno sempre avuto un posto costante nella sua ricerca plastica. A dimostrarlo sono i numerosi studi di cavalli e tori eseguiti sia sulla carta che in tridimensioni. Tra tutti ricordiamo l’imponente opera di bronzo intitolata “The Bull”, eseguita negli anni ‘50 e che fu dapprima collocata al centro di Piazza Affari a Milano di fronte al Palazzo della Borsa.

Opera in eccellente stato di conservazione, col il segno intenso del carboncino ancora perfettamente apprezzabile nella sua freschezza. Firmata in basso a destra: “Messina/1978”.

Bibliografia: A. Paolucci, “Francesco Messina. Mostra celebrativa per i 90 anni”, Allemandi, 1992.

VENDUTO