Project Description
Carlo Carrà
(Quargnento, 1881- Milano 1966)
Cavalli II, 1928
Acquaforte
misure: foglio cm 64 x 48
Artista poliedrico, comincia la sua attività di disegnatore a soli 12 anni. Nel 1906 studia all’Accademia di Brera sotto la guida di Cesare Tallone, qui entra in contatto con Umberto Boccioni. Carrà aderisce dapprima al Divisionismo e successivamente al Futurismo firmando nel 1910 il Manifesto dei futuristi e il Manifesto tecnico della pittura futurista. Nel 1916 si avvicina alla pittura metafisica di Giorgio De Chirico ma sarà soltanto dal 1919 che comincerà il rinnovamento del suo stile verso quel “realismo” che lo porta alla semplificazione delle forme e delle composizioni. La produzione grafica di Carrà è strettamente legata alla sua pittura e le piccole lastre tra cui La spiaggia di Moneglia e Vele al chiuso del 1923 sono considerate le più riuscite. Dal 1941 è titolare della cattedra di pittura presso l’Accademia di Brera.
Il soggetto di questa acquaforte, già presente in un dipinto del 1927 (cat 17-27), segna un passaggio decisivo per l’autore. Carrà stesso ricorda nel 1943: “fui persuaso di aver trovato gli incanti e le magie di un paesaggio che confaceva con il mio intimo sentimento. Questo mondo…e le mie sensazioni e meditazioni mi porteranno più tardi a il Cinquale ai Cavalli. In questi credo di aver espresso un momento importante…e li ritengo entrambi fondamentali nella mia produzione. Le mie aspirazioni erano dunque improntate al realismo, ma non ho certo allontanato il concetto che l’arte è cosa mentale”. Attraverso un ampio variare di tratti brevi e incrociati Carrà ottiene un chiaroscuro molto deciso e definisce i minimi particolari del soggetto. In basso a sinistra firma incisa: C-Carrà 28. Nel margine inferiore sotto il soggetto a matita: 53/75 e firma. Si ricorda che Carrà nel 1928 aveva inciso un’altra lastra di soggetto e formato simile (Cavalli I), ne aveva tirate un paio di prove e, probabilmente insoddisfatto del risultato, l’aveva accantonata. Solo nel 1971 venne eseguita una tiratura postuma dall’editore De Tullio di Milano firmata dal figlio Massimo.
Nel margine timbro tondo a secco raffigurante un grillo affiancato dalle lettere GM riconducibile alle edizioni commissionate dal critico e storico dell’incisione Lamberto Vitali. Le edizioni Graphica Nova, avviate nel 1927 insieme al sodale Giovanni Scheiwiller (inizialmente Grafica Moderna, solo dal 1928 Graphica Nova), prevedevano la pubblicazione di tre serie di incisioni di artisti contemporanei firmate e numerate dagli autori: la prima, nel 1927, con acqueforti di Felice Casorati, Romano Romanelli, Carlo Carrà e litografie di Pio Semeghini e Adolfo Wildt; la seconda, nel 1928, con acqueforti di Giorgio Morandi, Giorgio de Chirico, Carlo Carrà, Achille Funi e litografie di Arturo Tosi e Luigi Bartolini; la terza, nel 1929, con litografie di Arturo Tosi. L’impresa fu premiata alla Triennale di Monza del 1930 con il Diploma d’onore d’arte, a testimoniarne la qualità e il valore pionieristico. (UNIMI)
Splendida impressione su carta avorio tipo giappone. Ampi margini, foglio intonso. Ottimo stato di conservazione eccetto minimo foxing.
Bibliografia: Massimo Carrà, Carlo Carrà, L’Opera Grafica 1922-1964, Fabbri Editore, 1985, n 52
Prezzo: € 2000,00
