Project Description

Cornelis Schut
(Anversa 1597 – Anversa 1655)

Orizia e Borea

Acquaforte
misure: mm 223 x 302

Pittore e incisore fiammingo che entrò a far parte, nel 1618, della Corporazione di San Luca; dal 1624 al 1627 visse a Roma e poi a Firenze. L’Italia e lo stile barocco italiano influenzarono molto le sue opere, anche quelle di piccole dimensioni con soggetti mitologici. Schut riesce, mediante un accorto gioco di luci e un segno del tutto personale a imprimere phatos ed energia nelle sue composizioni. Fu editore delle sue stesse acqueforti che firmava “Cum Privilegio” nella maggior parte di esse.

In questa stampa vediamo rappresentato un episodio della mitologia greca: Orazia rapita da Borea, dio del vento, per essere portata in Tracia e diventarne la moglie. Il tratto intenso, vivace e mosso, l’intersezione di linee creano contrasti chiaroscurali che conferiscono pathos alla scena e incorniciano l’azione. Al centro i due protagonisti sono spinti dai venti generati dai quattro putti barocchi che svolazzano intorno. Borea è un uomo anziano dalla barba e capelli canuti appare appesantito e affaticato dal prezioso fardello che afferra tra le braccia, la splendida fanciulla, con il volto contratto accenna un urlo di angoscia. Tra rigonfie nubi, grazie all’abilità della tecnica, i corpi hanno una forza espressiva, emotiva e una forte plasticità. Evidente è il debito all’estetica nordica, corpi monumentali e abbondanti, per nulla idealizzati.

Impressione eccellente, dai neri intensi. Buono stato di conservazione, eccetto una piega centrale in verticale e qualche macchia superficiale. Esemplare rifilato alla battuta del rame.

Filigrana: Cappello del giullare, Olanda XVII secolo.

Bibliografia: Hollstein 115.

VENDUTO